I docenti hanno più difficoltà a relazionarsi con le famiglie che con il gruppo classe, negando i problemi segnalati dai docenti.

Il Report del Questionario – L’insostenibile leggerezza delle relazioni basato su un campione di 379 insegnanti piemontesi relativamente a quale fosse l’ambito relazionale più complesso all’interno della scuola, mostra che la risposta più frequente ha riguardato il rapporto con le famiglie. A segnalare questa area come la più problematica è stato il 37,5% dei partecipanti.

Più di un docente su tre, quindi, ha indicato i genitori degli studenti come principale fonte di difficoltà nelle dinamiche relazionali quotidiane. Un dato che risulta ancora più significativo se confrontato con le altre aree di relazione prese in esame nel questionario: il 30,3% ha citato i rapporti con i colleghi, mentre il 18,5% ha fatto riferimento alla dirigenza scolastica. Le interazioni con il gruppo classe e con il singolo studente sono state invece segnalate con percentuali decisamente più basse, rispettivamente 8,2% e 5,5%.

Le dinamiche sono diverse in base al grado scolastico. Il dato dicenta sempre più interessante se incrociato con l’ordine di scuola. Le difficoltà con la dirigenza aumentano nelle scuole secondarie, mentre quelle con i colleghi tendono a ridursi progressivamente con l’avanzare del grado scolastico.

Restano invece stabili, indipendentemente dal contesto, le difficoltà legate alla relazione con le famiglie. Il tentativo di tenere il dialogo aperto continua.

Quando si entra nel merito delle modalità con cui i docenti cercano di affrontare le difficoltà con le famiglie, la maggior parte (91,3%) dichiara di puntare su un clima collaborativo. A questa opzione seguono:

  • il tentativo di far comprendere il problema rilevato a scuola (69,1%);
  • la disponibilità a incontrare i genitori anche fuori dall’orario di lavoro (34,8%);
  • un piccolo gruppo che preferisce comunicare all’uscita da scuola o tramite diario scolastico (rispettivamente 8,2% e 6,1%);
  • scelte meno diffuse come convocare un’assemblea di classe (2,4%) o attendere i colloqui di fine quadrimestre (2,9%).Gli Ostacoli ricorrenti restano sempre uguali.

Ma cosa rende così complessa questa relazione? I dati raccolti mostrano una lista precisa di difficoltà principali:

  • la tendenza da parte dei genitori a giustificare sistematicamente il figlio (63,9%);
  • la negazione dei problemi segnalati dagli insegnanti (42,2%);
  • le divergenze di stile educativo tra famiglia e scuola (42,2%).

Seguono altre criticità, meno frequenti ma non marginali: il contestare i voti, il non accogliere le indicazioni educative, le richieste di aiuto ripetute e poco strutturate. I problemi non sembrano risiedere tanto nella mancanza di comunicazione, quanto nella sua qualità e nella reciproca fiducia.

di redazione di “Orizzonte Scuola”

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