Solo partendo dalle emozioni possono riprendere vita motivazione e sogni”.
Daniela Lucangeli spiega come il “sentire” sia la chiave per far rifiorire motivazione, sogni e desideri nei ragazzi: senza emozioni si spegne la speranza, con le emozioni si torna a vivere…
“Sentiamo poche emozioni, sempre quelle e blocchiamo tutte le altre”. Secondo Daniela Lucangeli, esperta di Neurosviluppo, questo è uno dei problemi principali del nostro “non star bene”. Non star bene nella quotidianità di tutti i giorni, a lavoro, in famiglia, un problema quindi che si estende a tutti gli ambiti della persona.
Ma abbiamo anche un gran potere in mano capace di risollevarci dalla sofferenza e dalla fatica che avvertiamo tutti indistintamente di affrontare le nostre giornate, ed è il dono del sentire, del sentirci. A tal proposito l’esperta afferma: “L’io sento è un tesoro, il problema più grande che io vedo oggi, ma lo vedo non in chi sta male, ma chi sta come noi, che ce la fa, ma con fatica, è proprio il bassissimo volume dell’io sento”. Secondo Lucangeli non siamo proprio in grado di ascoltarci e capire quando è il caso di tirare ancora la corda oppure lasciare la presa.
Non siamo capaci di ammettere a noi stessi la nostra umanità, il nostro essere vivi e anche a volte fragili. Persone che hanno bisogno di staccare la spina, di concedersi tempo e riposo. Ed è proprio in quel tempo sospeso che non sentiamo solo ansia, angoscia, stress ma pian piano riesco ad affiorare anche altre emozioni come la gioia dello stare insieme, la felicità nel coltivare quella passione che ho accantonato per troppo tempo e che ora mi sta chiedendo di riemergere.
Infatti dichiara l’esperta: “Quando io sento – quando io mi ascolto – ho la possibilità di abbassare i toni delle emozioni che mi dolgono e di alzare i toni delle emozioni che mi fanno bene. Ma se io non sento sono disorientato, sono nella nebbia. Non ho la determinazione del mio percorso”. Proprio come accade per molti adolescenti, giovanissimi che dovrebbero cavalcare l’onda del momento, cogliere ogni felicità e invece si ritrovano nella “debolezza dei volumi del sentire” afferma Lucangeli. Studenti che non sentono, che non si appassionano, che non vivono abbastanza la loro età: “ non sentono voglia di modificare, hanno abbassato il tono della loro prospettiva, cioè di ciò che di nuovo deve arrivare nella loro vita. Non sentono speranza e tutto questo è veramente un fattore di rischio”.
Ciò che si sta verificando per l’esperta non segue i naturali ritmi biologici perché “questo desiderio si spegne nel tempo della vita che invece madre natura avrebbe determinato, come il tempo di maggiore accensione alla vita. Quindi il fatto che si manifesti proprio in adolescenza si tratta di una sprogrammazione, cioè di un meccanismo in cui andiamo contro le leggi di natura”. Gli adolescenti dovrebbero essere pieni di sogni, aspettative, programmi dovrebbero rispondere alla domanda “cosa vuoi fare da grande?” con la spensieratezza e il cinismo che si possono avere solo a quell’età. Tutto questo è un rischio in quanto la giovinezza non è data dall’età ma dallo stato d’animo e se non riescono ad essere giovani, in termini di idee e di desideri neanche gli adolescenti allora nessuno di noi sta andando nella direzione giusta.
Ma come possiamo ritrovarci ? Come possiamo “riprogrammare” un mondo capace di riaccoglierci , nel quale creare gli giusti spazi per realizzarci tutti non tenendo conto dell’età ma solo di ciò che ognuno di noi ha nel suo cuore? L’esperta propone un gesto semplice che è quello di ascoltarsi, sentire le nostre vere emozioni, non quello che è “giusto” fare in quel dato momento, ma ciò che veramente vogliamo e desideriamo. Solo così la passione può riaccendersi e generare quel fuoco capace di riportarci la gioia e la felicità.
articolo di Redazione di ascuolaoggi.com
Lascia un commento